Per chi segue il calcio femminile non ci sarebbe bisogno di presentazioni. Raffaella Manieri, classe 1986, difensore e capitano del Milan: cinque campionati italiani e due in Frauen-Bundesliga con la maglia del Bayern di Monaco, oltre a una Coppa Italia e sei Supercoppe Italiane. Una carriera che tante ragazze sognano ogni giorno.

In questo post dedicato alle “Storie di Sport però, non è della sua grande carriera di cui parleremo, ma di un bellissimo progetto dedicato proprio alle giocatrici più giovani.

Dalle Pink Arzilla alla Raffa Manieri Academy

Tutto inizia dal campo di Santa Maria dell’Arzilla, piccola frazione di Pesaro. È il 2014, quando Raffaella propone il suo progetto all’Arzilla Calcio: riunioni su riunioni, incontri su incontri. Una scommessa, quando ancora di calcio femminile si parlava poco e, spesso, purtroppo, sminuendo lo sport. 

Ma Arzilla Calcio ci sta. Nel 2015 i primi raduni del format Pink Arzilla, con piccole calciatrici provenienti da ogni angolo della Provincia di Pesaro e Urbino: giovani donne con il sogno di diventare grandi calciatrici, magari proprio come Raffaella Manieri. 

Dopo 5 anni le Pink Arzilla (UP Arzilla) contano più di 30 ragazze e da quella esperienza nasce la Raffa Manieri Academy, un progetto di scuola calcio femminile per tutti i club che desiderano avviarlo nei propri settori giovanili.

ll Metodo

Per quanto sembri scontato, non è facile avvicinare le ragazze al calcio, per motivazioni che spesso riguardano soprattutto la vita fuori dal campo e una società che non le stimola a seguire il proprio sogno.

Il metodo della Raffa Manieri Academy, portato avanti principalmente da Raffaella e dal Responsabile tecnico Francesco Marcucci (entrambi hanno seguito i corsi di formazione Allenatori UEFA B e osservatori calcistici), lavora su più fronti: le ragazze, i genitori e i dirigenti delle squadre.

L’obiettivo è chiaro: incoraggiare le bambine e creare un ambiente che le stimoli a crescere serenamente, spingendole a fare quello che desiderano. 

Per questo, gli allenatori dimenticano, per un attimo sul campo, il tecnicismo e investono sulle persone, per sviluppare le soft skills (ascolto, comunicazione, rispetto, spirito di squadra) e le capacità trasversali che sono necessarie prima di tutto per la crescita della giocatrice, per la sua autostima e per diventare consapevole del proprio talento.

Uno dei punti fondamentali della Raffa Manieri Academy è il metodo mixed team che prevede rose miste di calciatrici e calciatori in tutte le categorie, dai piccoli amici ai giovanissimi

Il metodo ha portanto già ottimi risultati con le Pink Arzilla e con presenze di giocatrici in Serie A e B, oltre a diverse convocazioni in Nazionale Under 17 femminile.

 

La rete di club e gli open day

L’idea di fare rete con i club del territorio ha consentito alla Raffa Manieri Academy di scoprire le calciatrici migliori e di proporle a società partner del progetto, ma non solo.

Oggi le società possono organizzare degli Open Day con la presenza catalizzatrice di Raffaella, per illustrare le attività di formazione triennali e supporto sia per le società che per gli allenatori che hanno intenzione di sviluppare e fare crescere un settore giovanile femminile. L’Academy si pone quindi come un supporto agli staff tecnici e allo stesso tempo una via per intraprendere la carriera nel “calcio che conta”.

Infine, il lavoro con i genitori. Incontri periodici, anche assistiti da uno psicologo dello sport, hanno permesso di informare sulle opportunità di carriera e di superare quei timori e quelle paure che molti padri e madri possono avere quando pensano al futuro delle proprie figlie.

Un approccio più umano è il vero “goal” della Raffa Manieri Academy e questo non può che fare onore a tutto il progetto.