A Dicembre 2019 è stata pubblicata una nuova ricerca Nielsen dedicata alla Generazione Z, cioè tutti quei ragazzi che in questo momento hanno tra i 16 e i 24 anni (o, almeno, questo è il range di età coinvolto nello studio). Un nuovo modo di vivere lo sport, di fruirlo, più vicino al mondo dell’intrattenimento.

Se ci pensiamo, Cristiano Ronaldo ha più follower di Juventus e Serie A sommate, mentre Lebron James ha il triplo dei fan dei Los Angeles Lakers e sovrasta di una decina di milioni di follower i profili ufficiali NBA: gli atleti, vengono prima di tutto.

Ma vediamo cosa è emerso dallo studio che ha coinvolto fan da Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Spagna, UK e USA.

La Generazione Z e l’attenzione

Uno dei luoghi comuni sulla Generazione Z riguarda il deficit di attenzione. Se da una parte la tecnologia (guidata proprio dai ragazzi di questa età) ha portato a forme sempre più brevi di video, news e podcast, dall’altra parte stiamo parlando di una generazione che ha la tendenza a spendere ore facendo binge-watching su Netflix e che non si fa problemi a sottoscrivere piattaforme di video-on-demand.

Non è tanto una questione di attenzione ma di qualità del contenuto, opportunità di interazione e l’esperienza di intrattenimento. Come si può considerare una generazione con poca attenzione quella che comprende ragazzi che passano ore a osservare i loro coetanei giocare su Twitch per almeno due ore, se non di più?

Proprio per questo, i contenuti che le federazioni e le squadre dovranno mettere a disposizione dovranno essere brevi ma interessanti, che portino l’utente della Generazione Z a sottoscrivere un abbonamento per “averne sempre di più”.

Inoltre è indispensabile capire che gli sport che interessano la Generazione Z non sono gli stessi dei loro corrispettivi più adulti.

Infatti i ragazzi con meno di 25 anni preferiscono gli sport con un ritmo di gioco più veloce (più simile a quello di un videogame) e non sono legati così tanto agli sport amati dai loro genitori. Nel grafico si evidenziano in quali sport si nota la più grande differenza di interesse tra queste due fasce d’età:

Lo streaming come piattaforma preferita per la visione di sport

Dalla ricerca emerge che i fan di sport della Generazione Z preferiscono lo streaming per seguire eventi sportivi con percentuali quasi doppie rispetto alle loro controparti più grandi. Inoltre in mercati emergenti come quello cinese, il trend è ancora più forte:

Se pensiamo alle piattaforme di notizie sportive, la Generazione Z utilizza i media tradizionali finché si trova sotto lo stesso tetto dei propri genitori, per poi smettere di utilizzarli appena fuori dalle mura domestiche. Questo ha portato negli ultimi anni a spostare l’attenzione sui social media da parte di testate sportive, alcune delle quali hanno completamente eliminato le versioni cartacee delle proprie riviste.

Cosa devono fare i media sportivi?

Ovviamente, utilizzare i social media e i canali digitali, tra cui piattaforme di streaming e podcast, dove condividere highlights, dietro le quinte e, perché no, manifestazioni complete.

Ma non è tutto. La ricerca riporta le parole di Peter Hutton, Director of Global Live Sports Partnership and Programming di Facebook, durante l’intervento all’ultimo Leaders Sport Business Summit di Londra:

“The most important thing we do in sport is bring that new audience in and talk to an audience that doesn’t necessarily want to watch full-form games, but wants to snack. They still care. They’re still a fan, and they still want information every day, 365 days a year. I think we perform a really useful role in that space, and I think that also allows sponsors to activate on the platform.”

Quindi, riassumendo, una nuova audience che vuole assaporare i contenuti sportivi un po’ alla volta, ma continuativamente: un nuovo modello di fan a cui i media, in qualche modo, dovranno imparare a parlare.