Abbiamo parlato spesso di come i contenuti siano importanti per una strategia di marketing e questo lo è ancora di più nell’ambito sportivo, dove l’aspetto visivo è determinante, ma anche il racconto e i dati sono degli strumenti molto amati dai fan.

Ma il contenuto è nulla senza distribuzione. In ambito di marketing si tende a differenziare i canali distributivi in tre principali categorie:

  • owned media
  • earned media
  • paid media

Owned, earned e paid: quali sono le differenze?

Con owned media si intendono quei canali che sono creati e controllati dalla società sportiva o dall’atleta. In questa categoria si inserisce il sito web della squadra o della federazione, la app e i profili social. Nello sport sempre più spesso le federazioni stesse stanno accentrando i loro contenuti su piattaforme di proprietà, in modo da avere più controllo sui contenuti ma anche sugli utenti (e relativi guadagni).

Con questa tipologia di media si crea un rapporto a lungo termine con l’utente e fan e sono gli strumenti più versatili, in quanto possono essere personalizzati in base alla nicchia o mercato di appartenenza.

Con earned media si fa invece riferimento alla stampa, al pubblico che condivide i tuoi contenuti, al passaparola sui social media sul brand. In sostanza sono quelle menzioni della squadra o dell’atleta che vengono condivise volontariamente da altri, dai giornali al fan, passando per blogger e influencer.

Ovviamente non si ha alcun controllo su questo tipo di condivisione, quindi è più facile avere delle reazioni negative ma che è anche la tipologia di discussione che può spostare maggiormente l’opinione pubblica.

Infine, con i paid media si fa riferimento a tutte quelle attività a pagamento in canali di terze parti, come sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie su altri siti web o attraverso piattaforme di advertising (come Google o social media).

Ovviamente questo tipo di attività è molto più mirata ed efficace, potendo selezionare il pubblico in modo più dettagliato, a fronte di una spesa più alta.

Combinare le tipologie di media

Quello che unisce queste tre tipologie di contenuto è proprio il contenuto. Una strategia di content marketing strutturata permette di declinare su ognuno di queste tipologie di media lo stesso messaggio, lavorando insieme sull’obiettivo con coerenza.