Si è parlato a lungo in questi giorni del nuovo kit Rinascimento di Puma, ispirato alla storica maglia usata nel 1954 dagli azzurri contro l’Argentina, ma che non è l’unico esempio di “variazioni sul tema” nel mondo calcistico.

Rinascimento: un kit che non nasce dal nulla

Infatti la maglia verde è stata utilizzata come già sottolineato in una sola occasione, nella vittoria per 2 a 0 sull’Argentina all’Olimpico di Roma, nel lontano 1954. Quello che forse non tutti sanno è che da quel giorno, e fino a epoca molto più moderna, le giovanili della nazionale hanno utilizzato proprio il verde come prima maglia, mentre l’azzurro era l’obiettivo da raggiungere: la Nazionale maggiore.

Nell’idea della FIGC (e di PUMA Football) utilizzare la maglia verde (e il kit ispirato al periodo rinascimentale) oltre a dare lustro alla storia del nostro Paese è anche un omaggio ai giovani calciatori, dalle parole del presidente federale Gravina:

“Il verde simboleggia il grande lavoro che stiamo facendo con i giovani e la Nazionale di Mancini ne è un esempio straordinario. Vogliamo celebrare il rinascimento del calcio italiano, in campo e fuori, con un simbolo che non sostituisce l’azzurro, ma lo rende ancora più luminoso”.

La nostra tenuta Rinascimento non è il primo né sarà l’ultimo kit speciale e commemorativo. Ci sono già degli esempi importanti, che digitalsport.co ha selezionato e che vi riproponiamo, dall’Inghilterra alla Germania

Il calcio inglese su tutti: Arsenal, Chelsea e Manchester City

Il ritorno dell’Arsenal in casa Adidas ha portato con sé anche il kit da trasferta, il cosiddetto “bruised banana”, ispirato alla maglia dell’Arsenal degli inizi degli anni 90. Un effetto nostalgia perché ricorda ai fan di lunga data il periodo vittorioso del club del nord di Londra che non poteva non diventare il kit favorito dai fan che sperano di tornare ai fasti di un tempo.

Sempre dal Regno Unito, uno degli esempi più intriganti è quella della tenuta “Madchester” del Manchester City, ispirata alla vita notturna della città a cavallo tra gli anni 80 e 90. Ispirato allo storico nightclub The Haçienda (che in quegli anni era l’epicentro culturale per artisti e musicisti) il kit da trasferta del City si rifà proprio alla grafica di quel locale, riprendendone colori e forme identificative.

Ultimo esempio dalla Premier League è quello del Chelsea, che in collaborazione con Nike ha creato una maglia ispirata allo Stamford Bridge, lo stadio che è stato la casa della squadra dagli inizi del novecento.

In questo caso, il classico colore blu dei Chelsea non è stato cambiato, ma il gioco avviene tono su tono, con l’aggiunta di alcuni dettagli per rendere la grafica ancora più dinamica (come lo scollo a “v” e il monogramma “CFC” sul retro del colletto.”

1860 Munich a tutta birra

Il terzo kit del Monaco 1860 ha fatto scalpore. Quando si pensa a Monaco, infatti, si pensa all’Oktoberfest. Ed è proprio ad esso che è ispirata la terza tenuta per 2018-2019, con la maglia a scacchi bianca e azzurra e i calzoncini marroni. Sicuramente non una delle più apprezzate, ma sicuramente tra le più simpatiche.

 

Swansea per ricordare il proprio passato

Un discorso differente è quello dello Swansea City. La squadra del Galles ha infatti scelto il terzo kit ricordando il cinquantesimo anniversario del riconoscimento di città nel 1969 dal Principe Carlo. Prima di quella data infatti il club era chiamato Swansea Town e il kit ricorda questo avvenimento con una grafica e un mood legato al quel periodo.