Diamo per assodato, ormai, che tutti i soggetti della sport industry  abbiano individuato il valore dei social media nella comunicazione sportiva. Partendo da un ottimo recente articolo di SocialNSport, andiamo a individuare quali sono le principali tematiche da tenere in considerazione.

Oltre Facebook, Instagram e Twitter

La maggior parte degli investimenti social in ambito sportivo avvengono ancora sui grandi tre colossi Facebook, Instagram e Twitter, ma i dati parlano chiaro: le audience (per non chiamarle banalmente fan) stanno diminuendo e sono sempre meno partecipi, almeno su Facebook.

Se i brand sportivi (perché questo sono) vogliono ampliare la loro community e ottenere risultati, è importante che l’investimento sia bilanciato e scelto strategicamente in base al proprio pubblico: GIPHY, YouTube, Reddit, TikTok, sono alcuni dei nomi che non possono più essere ignorati all’interno di un marketing mix social.

Pochi contenuti, ma d’impatto

Negli anni, si è notato come soprattutto le squadre siano state propense a condividere una massa enorme di contenuto sui propri canali social. Il focus sulla quantità ha portato ovviamente a un calo drastico di qualità e, di conseguenza, meno interesse da parte dei fan che iniziano a seguire la propria squadra del cuore in altri modi.

Per chi lavora sui social media in ambito sportivo, sapere che si sono pubblicati tanti post ma che l’engagement (quindi l’interazione) è sempre più bassa, non è sicuramente un risultato di cui vantarsi. Il numero di post pubblicati non è un indicatore di qualità del lavoro, anzi.

Il lavoro da fare è quindi quello di costruire una narrazione d’impatto, che vada veramente a suscitare interesse nei fan.

Inoltre, la durata di vita di un contenuto è breve, da qualche minuto a qualche ora. Se avete dei dubbi che vi portano a modificarlo e rivederlo decine di volte, forse è il caso di lasciar perdere e passare al successivo. Una storia che ha qualche minuto di vita non necessita decine di ore di rework.

Un altro elemento importante è anche il valore delle emozioni che in ambito sportivo sono essenziali. I contenuti devono far sorridere, creare empatia, tenere con il fiato sospeso.

Potere ai fan

Uno degli elementi più importanti in questa fase nei social media è quella di dare sempre più potere ai fan. I social non sono un canale di trasmissione di contenuti (broadcasting) ma una community di brand advocates che condividono i valori del brand (che sia esso la federazione, una squadra, uno sportivo).

Il passaparola online è ancora uno dei modi più diffusi per diffondere il brand verso una nuova audience. Che si usino gif animate, adesivi per Instagram o realtà aumentata, l’idea fondamentale è quella di dare ai propri fan uno strumento per condividere la propria passione per il brand e, in qualche modo, passarla anche ai loro amici. Questo non è ovviamente possibile se non si pensa, prima di creare contenuto, a creare una comunità forte intorno al brand.

Diventate gli occhi e le orecchie dei vostri fan

Ormai i social media non sono più uno strumento di informazione sportiva: i risultati vengono inviati in tempo reale su ogni piattaforma e si possono seguire le partite anche comodamente seduti sull’autobus in diretta.

Certamente una componente informativa rimane, ma non può essere l’unica tipologia di contenuto: si passa dalla informazione all’intrattenimento e all’engament che significa, spesso, mostrare cosa c’è dietro le quinte.

Infatti è proprio dove i fan non possono arrivare che si svolge la “partita” più interessante. Momenti semplici ma significativi che raccontino i giocatori e le squadre possono creare una personalità di squadra. E i club hanno la possibilità di essere presenti in questi momenti, diventando realmente occhi e orecchie dei fan, con una prospettiva che nessun altro può avere, dove nessun altro può arrivare e condividere.

La comunicazione diventa 24/7, perché i fan sui social media cercano momenti unici, che non rivedranno sul notiziario sportivo.

Investire in un team creativo dedicato

Questa è una parte spinosa: investire in un team creativo, che sia interno o delegato a un’agenzia, è costoso. Ma non è più possibile farne a meno.

Non esiste una buona presenza sui social media senza un forte sforzo creativo. Non basta più una buona strategia se non è supportata dalla creatività.

Come abbiamo già detto, dobbiamo attirare l’attenzione, interagire con gli utenti, per questo è importante che le società investano sulla creatività. E l’investimento paga, perché se si crea una forte community che tende ad aumentare allargando l’audience, diamo valore agli sponsor in termini di ritorno d’investimento.

Inoltre, se le energie spese per le nuove tecnologie venissero investite meglio? Se invece di “esserci in ogni nuovo social media” si pensasse a “come esserci in modo unico sui social media”? Come può il nostro contenuto essere diverso dagli altri, innovativo, unico? Come può il nostro brand parlare al proprio pubblico?

Queste sono alcune delle domande che bisognerebbe porsi, prima di iniziare ogni attività di social media marketing.

Investire in advertising e non solo in contenuto

Non tutti i contenuti sono perfetti, alcuni usciranno meno efficaci, meno interessanti. Ma quelli che invece sono più forti, più importanti per il brand, è necessario che siano visti per essere apprezzati

Per questo, con degli algoritmi che mostrano il post dall’1 al 2% della nostra audience, diventa importante mantenere un budget per le campagne di advertising sui social media. I giorni dell’esposizione gratuita sono finiti.

Inoltre, certamente i social sono una parte fondamentale all’interno del borsone degli strumenti che servono per i brand. Ma non sono tutto e non fanno miracoli. Sono una parte del progetto di comunicazione del brand, che vanno da piattaforme proprietarie alla grafica, dai video al sito web.

Partner digitali che “ci credono”

In ambito sportivo vale ancora più che in altri settori: i partner digitali devono credere nelle idee e negli obiettivi. Ogni disciplina ha il suo linguaggio e non si può standardizzare. La sinergia all’interno della squadra social è un elemento fondamentale per la buona riuscita di una strategia di contenuto che rispetti tutti i canoni fino ad ora elencati.

Inoltre, è importante che anche le digital sponsorship, cioè gli accordi commerciali, abbiano sempre questo livello di sinergia e collaborazione: non basta inserire un logo all’interno della comunicazione sportiva per fare un buon lavoro. Anzi, gli utenti potrebbero addirittura esserne infastiditi. Bisogna lavorare per un obiettivo comune, non per l’obiettivo del partner.

Non solo social…

Alla fine di questa analisi, è necessario anche fare un passo indietro. Certamente i social sono un canale chiave per una strategia di comunicazione, ma non possono essere il solo.

I canali proprietari (owned) e i first-party data permettono di creare delle campagne più smart e personalizzate e coltivare la fidelizzazione dei propri fan in modo più efficace. Creare una relazione con i propri utenti/fan è lo strumento più importante che si possa avere, non si può farlo sfuggire.