Il rombo dei motori, l’odore della pista arroventata. Ecco, questo non è la Formula E.

Auto elettriche e allo stesso tempo veloci. Circuiti cittadini che fanno della tecnologia e della eco-friendliness un vero punto di forza. Nuovi campioni, con nuove storie da raccontare. Questo è il segreto di uno sport che a pochi anni dal suo lancio sta subendo una crescita costante e, soprattutto, si è reso un’investimento profittevole, in un mix di corse e intrattenimento che è piaciuto, e non poco, ad una nicchia ben specifica di pubblico, formato prevalentemente da appassionati ma anche di famiglie.

Poi ci sono gli sponsor. Aziende che non potrebbero, per evidente contrasto, supportare una corsa “tradizionale”: chi si occupa di energia pulita e solare, ad esempio. Le auto da corsa elettriche sono il perfetto connubio tra il passato e il futuro, parlano alle nuove audience sensibili al cambiamento climatico ma strizzano l’occhio ai fan del passato, perché i mezzi corrono comunque a 180 miglia orarie.

La Fan Zone degli eventi è un punto di interesse, soprattutto per i Millennials: realtà virtuale, droni, robotica, e-sports. A bordo pista tutto quello che è al centro degli interessi dei più giovani, mentre il pubblico delle “corse tradizionali” va lentamente e inesorabilmente invecchiando. Un nuovo pubblico che è felice di poter seguire una gara che rispetti maggiormente l’ambiente, senza perdere il brivido della corsa. Ovviamente i brand lo stanno capendo, soprattutto quelle del settore automotive.

Oltretutto, il costo per entrare nella competizione non è quello di NASCAR o F1, quindi alcuni dei brand di motori hanno la possibilità di lanciarsi nel mondo delle corse ed esplorare la risposta dei propri fan.

La formula storytelling + ambiente + velocità sembra funzionare, almeno per il momento, con un engagement molto più alto rispetto agli altri motorsport E scusate se è poco.